L'annuncio sul profilo social: "Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano"
Giorgio Specchia
Giorgio Specchia
Giornalista
18 agosto 2026 (modifica alle 19:08) - MILANO
Varenne sulle piste di trotto era soprannominato il Capitano e, come Franco Baresi, se ne è andato lassù in un’estate calda, afosa, torrida e che toglie il respiro. Così come lasciavano senza fiato le sue vittorie in giro per il mondo. A Parigi con i due Prix d’Amérique, a Stoccolma con i due Elitloppet nel 2001 e nel 2002. E anche al di là dell’oceano con il trionfo nella Breeders Crown a New York. Varenne aveva compiuto il 19 maggio 31 anni, che ne valgono almeno il triplo paragonati alla vita di un uomo. Era una stella, abituato al tifo della gente negli ippodromi o, dopo le corse, al Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta. Un giorno è entrato negli studi Rai, ospite di una trasmissione televisiva, con la stessa sicurezza di un attore di lungo corso per poi perdere ogni inibizione davanti a una torta di ortaggi, divorata davanti alle telecamere.
Questo video è stato registrato qualche settimana fa e ora diffuso dal team di Varenne come “biglietto di auguri” natalizi e di buon 2022. A pochi giorni dall’ingresso nella sua 27° stagione di vita (i cavalli da corsa per convenzione cambiano età il primo gennaio) il campione si diverte a scorrazzare e rotolarsi nella neve come un puledro, nel suo paddock dell’Equicenter di Monteleone (Pavia). Ha smesso di correre nel settembre 2002 dopo aver vinto 51 Gran Premi (2 Amerique, 2 Elitlopp, 3 Lotteria) e nella sua carriera di riproduttore ha generato oltre 2000 figli. Attualmente quello più forte è Vernissage Grif, che probabilmente correrà il 2 gennaio a Parigi nel Prix de Bourgogne.
VIDEO: Varenne corre nella neve e augura buone feste
la carriera—
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Varenne è stato il trottatore che ci hanno invidiato i francesi 45 anni dopo Ribot, altro nostro fuoriclasse nel più sofisticato galoppo che a metà anni 50 dominava l’Arc de Triomphe sull’erba verde di Longchamp. La carriera di Varenne ha invece toccato l’apice sulla pista nera di Vincennes, l’altro ippodromo parigino. La carriera del Capitano – al contrario di quella di Ribot - è stata immensa anche da riproduttore, da stallone. Nelle annate belle sono nati fino a 120 puledri con il suo seme congelato che gli allevatori si contendevano a 15mila euro. Sono più di 2000 gli eredi di Varenne in Italia e in giro per il mondo. I numeri sono quelli di un super papà e di fenomeno dello sport. In carriera, sulle piste, ha vinto circa 6 milioni di euro conquistando 62 delle 73 corse disputate con una squadra entrata nel mito insieme a lui: il romano Giampaolo Minnucci alla guida e il finlandese Jori Turja allenatore. E poi il proprietario napoletano Enzo Giordano, scomparso nel maggio del 2025, che per intuito, competenza o fortuna sceglie Varenne tra i 4500 trottatori nati in Italia nel 1995. Ci aveva già messo gli occhi addosso Luciano Moggi, uno che dall’ippica aveva già avuto la soddisfazione più grande per un proprietario: vincere nel 1992 il Derby dei 3 anni con Offen Lb. Giordano chiama il driver Giampaolo Minnucci: “Prendi la macchina e vai a trattare, non c’è tempo da perdere”. Il prezzo fissato è di 180 milioni di lire, circa 90 mila euro. Ma resta da valutare quel frammento di ossicino che vaga nella gamba. Minnucci fa un altro viaggio all’allevamento di Zenzalino a Copparo, in provincia di Ferrara, e stavolta va deciso su Varenne. La porta del box si apre e quel cavallo, che al primo incontro era stato freddo, osserva Giampaolo negli occhi e gli appoggia la testa sulla spalla. Il veterinario Pio Iannarelli studia le lastre. “Quel chip resterà dov’è. Non darà fastidio al cavallo. Per me è ok”. La favola di Varenne atleta può iniziare.
Nella leggenda— La sua carriera di trottatore, con i colori della Scuderia Dany di Enzo Giordano, lo porterà a correre e vincere ovunque. I suoi trionfi sono preparati in un centro ippico a Tor San Lorenzo, vicino a Roma, dove trascorre tutta la sua vita agonistica. A tre anni Varenne vince il Derby a Roma battendo Viking Kronos, un altro fenomeno. Domina tre volte il Lotteria di Agnano correndo davvero in casa. L’immenso Enzo Jannacci, dopo i trionfi parigini, gli dedica una canzone “Varenne très bien”. Il suo nome, curiosamente, è quello di una via intitolata a un pittore e fumettista francese dove si trova l’ambasciata d’Italia a Parigi, la città dei trionfi più belli. Da Capitano esce dagli steccati degli ippodromi per entrare a far parte del nostro patrimonio sportivo. Come, nella storia recente, Paolo Rossi il ragazzo del gol, Pietro Mennea la freccia del Sud, Alberto Tomba la “bomba” dello sci, Roberto Baggio il divin codino, Marco Pantani il pirata, Federica Pellegrini la Divina, Valentino Rossi il dottore, Bebe Vio la ragazza magica, Marcell Jacobs l’uomo dei sogni e Jannik Sinner con la sua vita da numero 1. Da qualche tempo, anziano ma sempre in gamba, Varenne si era trasferito nell’allevamento Lj a Eboli, in provincia di Salerno. Giordano lo aveva voluto vicino nei giorni più difficili. Oggi gli è corso incontro e gli ha dato una carezza.
étant d'origine de son village de naissane du coter de mon papa je me permet de mettre cette publication de ce grand Champion sans oublier pleins d'autre évidament comme Eliséo et d'autre que je ne rapelle plus ... Q'uil Repose en Paix Ce Champion ..